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​© Valrovina 2015

Parrocchia                    

Per maggiori info vai al sito dell'unità pastorale:
https://www.parrocchiatrinita.it/

STORIA

 

Il nome di Valrovina, e quindi del paese che dalla valle prese il nome, risale almeno al secolo XII.

La chiesa, intitolata a Sant'Ambrogio, era probabilmente già presente nel secolo XIII. Certamente nel secolo XV aveva un proprio cimitero ed un rettore, pur appartenendo all'antica pieve di Sant'Eusebio di Angarano.
Nella visita pastorale Soderini (1521) la chiesa di Valrovina è ricordata infatti fra le chiese campestri di questa pieve, mentre la sua autonomia parrocchiale risale all'anno 1475.

 

L'antica chiesa, più volte ingrandita, fu costruita ex-novo negli anni 1867-1876, e affiancata da un nuovo campanile nel 1952.

Completamente ristrutturata negli anni 1970-71, fu consacrata dal vescovo ausiliare Carlo Fanton il 3 ottobre 1971. Nel 1969, intanto, avevano fatto il loro ingresso in parrocchia le suore della Presentazione di Maria SS.ma al Tempio, insediandosi nell'asilo restaurato con immensi sacrifici da parte di tutta la popolazione.

 

Altri interventi di misura consistente vennero realizzati nel 1987, quando la copertura venne completamente demolita e ricostruita, il controsoffitto venne ripulito e rafforzato, la facciata e la porta centrale ritinteggiate.

 

 

ARTE

 

La facciata della chiesa di Sant'Ambrogio è ornata da quattro semicolonne di ordine gigante che, alzandosi da alti basamenti, reggono la trabeazione sormontata dal timpano decorato da cornice dentellata.

L'interno è a navata unica, luminosa e alta, con scattanti lesene che reggono il cornicione; il soffitto della navata è sorretto da vele che, grazie alle vetrate, lo inondano di luce.

Al centro del soffitto, un affresco della fine del secolo XIX raffigura la Madonna con Gesù bambino in gloria, con vari santi e putti alati.
Sulla parete sinistra c'è un altare di legno intagliato, dorato e policromo, dedicato alla Madonna del Rosario. Ricco di statuette, fregi e colonne, è del 1658-60, e qualcuno lo attribuisce alla bottega del Marinali (architetto, pittore e scultore vicentino).

Preziosi sono i "quindici misteri" dipinti su tavolette, attorno alla nicchia della statua della Vergine.

Il presbiterio presenta un altare interessante, della fine del secolo XVII, con il tabernacolo ornato dalle statuette degli Evangelisti e la mensa originaria staccata per farne un altare rivolto al popolo.

Sulla parete di fondo del presbiterio campeggia una bella pala di Francesco da Ponte risalente alla fine del secolo XVI, raffigurante la Madonna del Rosario con il Bambino in gloria fra i Santi Patroni: Ambrogio, Antonio, Rocco e Sebastiano.

Troviamo una bella tela di Jacopo da Ponte (o "Bassano") sopra la porta laterale destra: essa raffigura la Crocifissione di Gesù Cristo (secolo XVI). 

Corrispondente, sopra la porta laterale sinistra, un'altra tela attribuita a Jacopo Bassano, raffigurante la Madonna tra i santi Rocco e Sebastiano. Ancora la scuola dei Bassano si ripresenta nella "Pala di San Valentino in gloria", incorniciata da un prezioso altare di fine secolo XVII.

La scuola dei Da Ponte è intervenuta abbondantemente in questa chiesa, poco lontana dal centro di Bassano.

Legato a una vicenda discussa, è il primo altare di sinistra, dedicato a Beato Lorenzino: l'altare ed il tabernacolo sono settecenteschi, mentre la grande tela, del 1947, è firmata da Adolfo Mattielli. 

 

Questa chiesa è un contenitore che ci regala un momento di spiritualità e di ammirazione per il suo ricco patrimonio artistico, conservato in un ambiente naturale assolutamente straordinario.