LA PIOGGIA DEL 4 AGOSTO

 

Il 4 agosto già dal mattino presto si prospettava un brutto giorno. Infatti dopo le 9.30 cominciò a piovere, prima piano, poi si aprirono le cateratte del cielo e venne giù tanta acqua in poco tempo, a cascate, per più di un'ora e ha lasciato il segno.
Frane e franette qui e là, le strade ricoperte di ghiaioni, il torrente Silan in piena ha esondato nel ponticello a lato dei “Marchese”.
Non è la prima volta ma in questi ultimi anni succede più spesso. A periodi di vampate di calore e afa a 40° si alternano improvvise piogge violente e torrenziali con abbassamento di temperatura.
A Valrovina quando piove tutto viene giù. Essendo il territorio formato come due anfiteatri quando piove l'acqua va verso il fondo del “catini” portando giù tutto dai boschi e a grande velocità. 
Spacca muretti e strade. Una volta con le strade bianche e le cunette profonde mezzo metro (e gli stradini) assorbivano e le cunette convogliavano l'acqua in punti dove andava nel fondale.
C'era una “cura” del territorio. Ma da quando è arrivata la modernità sotto forma di asfalto questa cura non c'è più. Le cunette sparite e l'asfalto non assorbendo fa prendere all'acqua nelle discese una velocità tale che dove esce frana.
In situazione così sarebbe meglio prevenire piuttosto che curare il territorio dopo i danni.
Ma in Italia si aspetta il danno o il morto prima di fare qualcosa. O la prossimità di votazioni per far vedere che le amministrazioni pubbliche sono vicine alla popolazione. Dopo. Anche le masiere che sostengono i fianchi delle colline crollano. Anche senza pioggia...
Un progetto, come nel Comune di Valstagna, di sostegno ai privati e di manodopera non se ne parla.
Gli anziani non possono sollevare pietroni da muro e i giovani preferiscono passare i pomeriggi, per mesi, anni, seduti al cafetìn o sotto il portico della pizzeria...il tempo vola e non ritorna.
In questo genere di problemi che interessano tutti aspettare non conviene. Come non conviene rattoppare qua e là fino al prossimo acquazzone.
Ci vorrebbe un approccio e progettualità diversa per Valrovina.

Agosto 2020.

 

Antonio Marcolin

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