LA CHIESA DI VALROVINA

 

Nel seguente articolo, che “La Voce dei Berici” ha pubblicato tempo fa, si elencano le opere d'arte presenti nella chiesa:

 

  • Il nome Valrovina, e quindi del paese che dalla valle prese il nome, risale almeno al secolo XII. La chiesa, titolata a Sant'Ambrogio era, probabilmente, già presente nel secolo XIII. Certamente nel secolo XV aveva un proprio cimitero e un rettore, pur appartenendo all'antica pieve di Sant'Eusebio di Angarano. Nella visita pastorale Soderini (1521) la chiesa di Valrovina è, infatti, ricordata tra le chiese campestri di questa pieve, mentre la sua autonomia parrocchiale risale all'anno 1475. L'antica chiesa, più volte ingrandita, fu costruita ex novo negli anni 1867-1876, affiancata da un nuovo campanile nel 1952. Completamente ristrutturata negli anni 1970-1971 fu consacrata dal vescovo ausiliare Carlo Fanton il 3 ottobre 1971. Nel 1969 intanto avevano fatto il loro ingresso in parrocchia le suore della Presentazione di Maria Ss.ma al Tempio, insediandosi nell'asilo, restaurato con immensi sacrifici da parte di tutta la popolazione. Altri interventi, di misura consistente, vennero realizzati nel 1987 quando la copertura venne completamente demolita e ricostruita, il controsoffitto venne ripulito e rafforzato, la facciata e la porta centrale ritinteggiate.

  • La facciata della chiesa di sant'Ambrogio è ornata da quattro semicolonne di ordine gigante che, alzandosi da alti basamenti, reggono la trabeazione, sormontata dal timpano, decorato da cornice dentellata.

L'interno è a navata unica, luminosa e alta, con scattanti lesene che reggono il cornicione e il soffitto della navata, sorretto da vele che, grazie alle vetrate, la inondano di luce. Al centro del soffitto, un affresco della fine del secolo XIX, raffigura la Madonna con Gesù Bambino in gloria con vari santi e putti alati. Questa chiesa è un contenitore che ci regala un momento di spiritualità e di ammirazione per il suo ricco patrimonio artistico.

Sulla parete sinistra c'è un altare di legno intagliato, dorato e policromo dedicato alla Madonna del Rosario: ricco di statuette, fregi e colonne è del 1658-1660 e qualcuno lo attribuisce alla bottega dei Marinali. Preziosi sono i quindici misteri dipinti su tavolette, attorno alla nicchia della statua della Vergine.

Il presbiterio presenta un altare interessante della fine del sec. XVII, con il tabernacolo ornato dalle statuette degli evangelisti e la mensa originaria staccata per farne l'altare rivolto al popolo. Sulla parete di fondo del presbiterio campeggia una bella pala di Francesco da Ponte raffigurante la Madonna del Rosario con il Bambino in gloria tra i Santi Patroni: Antonio, Rocco e Sebastiano della fine del sec. XVI.

Troviamo una bella tela di Jacopo Da Ponte sopra la porta laterale destra, raffigurante la Crocifissione di Gesù Cristo (sec.XV).

Corrispondente, sopra la porta laterale sinistra un'altra tela attribuita a Jacopo Bassano raffigurante la Madonna tra i santi Rocco e Sebastiano.

Ancora la scuola dei Bassano si ripresenta nella pala di San Valentino in gloria (fine sec. XVI), incorniciata da un grazioso altare di fine sec. XVII. La scuola dei Da Ponte è intervenuta abbondantemente in questa chiesa poco lontana dal centro di Bassano.

Legato a una vicenda discussa è il primo altare di sinistra, dedicato al Beato Lorenzino. L'altare e il tabernacolo sono settecenteschi, mentre la grande tela del 1947 è firmata da Adolfo Mattielli.

Questa chiesa conserva un ricco patrimonio artistico, in un ambiente naturale assolutamente straordinario.