DIARIO DI FRANCESCO - VALROVINA UNA VOLTA

Il compianto Francesco Manera, di cui serbiamo un bellissimo ricordo, teneva un diario dove annotava fatti personali, famigliari e anche inerenti alla Comunità di Valrovina.
La famiglia gentilmente ci ha concesso di visionare un quadernetto, dal quale abbiamo tratto i brani che seguono e che raccontano la partenza di Francesco come emigrante in Svizzera e i primi mesi di lavoro all'estero. 
Questo per non dimenticare quanto anche il nostro paese sia stato colpito dall'emigrazione e quanto hanno sofferto quei giovani uomini e donne lontani per mesi da casa, senza i mezzi di comunicazione di oggi.

Cumera  Svizzera

Caro diario, sono passati moltissimi giorni e molti mesi dall'ultima volta che ti ho scritto, voglio pertanto incominciare di nuovo a scriverti.
In tutti questi mesi mi sono successe molte cose belle e brutte che non ti ho raccontato e che le ricorderò nella mia mente, incomincerò a raccontarti la storia del 31 Marzo 1964. La sera dello stesso giorno, alle sette, siamo partiti io e mio cugino Sergio (Schirato, dei Becari) e il mio amico Silvano per la Svizzera e abbiamo viaggiato tutta la notte; la mattina del primo Aprile alle otto siamo arrivati a Chiasso e abbiamo dovuto passare la dogana e qui è successo un fatto divertente: avevo in una valigia la mia fisarmonica e il doganiere mi ha fatto suonare per assicurarsi che non contenesse del contrabbando, dopo questo fatto ho dovuto passare la visita medica e ho preso il passaporto alla mezza e alla sera alle sei sono arrivato in cantiere e alla sera alle otto sono andato a dormire.

Cumera – Svizzera 2-3-4 Aprile 1964

Stamattina giorno 2 Aprile ho incominciato a lavorare e mi sono trovato abbastanza bene, adesso facciamo dieci ore al giorno, adesso c'è un metro di neve, qua mi hanno messo a lavorare assieme a un operaio che si chiama Giudici e che mi aiuta ad avviarmi perché i primi giorni di lavoro mi trovo un po' in imbarazzo perché c'è un sistema differente di lavoro e così ho ancora molte cose da imparare, caro diario, termino perché non ho molte cose da dirti e ti scriverò ancora fra qualche giorno.

Cumera – Svizzera 19 Aprile 1964 – Domenica

Caro diario sono passati quindici giorni dall'ultima volta che ti ho scritto. In questi giorni ho cambiato compagno di lavoro che si chiama Culturi, è un ragazzo molto in gamba e mi ha insegnato tante cose che non sapevo; qui io mi trovo abbastanza bene perché mi sono ambientato sul lavoro e anche sul mangiare, poi ho fatto la conoscenza di tanti bravi ragazzi, ho fatto l'amicizia il primo giorno di un paracadutista che si chiama Aldo e che è stato il primo ad aiutarmi a superare le prime ore a Cumera. 
Qui il tempo è sempre instabile e quando cambia nevica perché siamo a 2000 metri di altezza.
Anche oggi 19 Aprile ha incominciato a piovere e poi si è messo a neve cosicché stasera cene sono già venti centimetri e continua a nevicare.
Qui alla domenica si va alla Messa che viene celebrata nel bar da un padre che viene apposta da Cudun e poi si fa il bucato, si scrive a casa e si fanno tutti i lavori di pulizie e poi vado a trovare mio cugino (Sergio) che è in un'altra camerata e poi si suona la fisarmonica.
Alla sera si fa della lettura e poi ci si mette a leggera qualche cosa e verso le dieci ci si mette a dormire e così, caro diario, ti saluto con la speranza di scriverti presto.
                                                          
Francesco
 

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