VALROVINA CONTRADA DEI SETTE COMUNI E LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL COMUNE

 

In una deliberazione della General Vicinia di Valrovina dell'anno 1771 si afferma che il Comune è “compreso nelle contrade dei sette Comuni vicentini” e ch'esso gode dei privilegi di questi “unitamente al Comune di Campese, Valstagna, Oliero e Campolongo”. Ciò che gli era stato riconosciuto da “replicate ducali”, cioè da provvedimenti della Repubblica di Venezia. I sette Comuni costituivano un punto di riferimento costante quando si trattava di rivendicare e ottenere condizioni favorevoli. Anche nell'anno 1785 la General Vicinia si richiamò al trattamento riservato ai Sette Comuni quando si trattò di affidare il problema dei campatici nelle mani del N.H. Girolamo Ascanio Molin (protettore del Comune di Valrovina e anche di Campese). Il suo mandato era di “rendere solevato (il Comune) dall'obbligo di pagamenti o almeno di renderlo simile alli sette Comuni”. Per quanto riguarda le cariche ogni anno a gennaio venivano rinnovate quelle politiche(sei governatori, un sindaco e un vicesindaco) e quelle attribuite a persone che percepivano dei compensi. Queste ultime erano il Degan, l'Esator, il Campanaro, il Saltaro, il Perito della sanità, il Quadernier (o scrivano), il Difensor ecc... Di alcuni sono ben precisati i compiti: il Degan doveva informare i componenti della General Vicinia della sua convocazione, il Saltaro doveva fare “la guardia (nei boschi) come conviene, esercitar l'impiego con verità” e rimuovere “ogni riguardo” in modo d'essere imparziale. Gli era proibito tagliare nei boschi “banditi” o “lavorare a opera da altri” per avere così la massima libertà nello svolgere il suo lavoro. Da questa situazione gliene derivavano però dei vantaggi in quanto poteva trattenere per sé metà del ricavato dalle multe inflitte ai trasgressori. Doveva pure controllare che le capre non sconfinassero nei boschi “banditi”, ove non si potevano raccogliere nemmeno le castagne. Difatti nell'anno 1772 il governatore della contrada di Fagarè, Francesco Tasca, fu sostituito nella carica “per esser stato ritrovato (dal saltaro) a scorlare castagne nel monte del Fagarè”. Esistevano anche altre figure di prestatori di servizi a beneficio della comunità quali i massari della chiesa deputati agli altari del SS. Sacramento, del S. Rosario ed di S. Valentin, il medico (nell'anno 1795 egli veniva da Conco una volta alla settimana e per il suo servizio riceveva L. 4 per famiglia), il deputato alla pesa del tabacco, gli avvocati, il nuncio, il pubblico agrimensor (di perticazioni ed estimazioni dei beni), il nodaro. Anche se si trattava di una piccola comunità, con 271 anime da comunione, aveva un'organizzazione che assicurava tutti i servizi indispensabili. L'elezione degli amministratori avveniva in questa maniera: prima si nominavano due persone per collonello (o contrada), poi, con successiva votazione, se ne sceglieva una di queste, quindi tra gli otto eletti si nominavano il sindico e il vicesindico, mentre i rimanenti erano i governatori. Governatori, sindico e vicesindico formavano la Banca, corrispondente alla Giunta attuale, che interveniva alle riunioni dei capifamiglia o General Vicinia.

 

Gastone Favero

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